Sono riuscito a tornare per la seconda edizione di questo festival che in così breve tempo è riuscito a creare un polo gravitazionale del fotogiornalismo italiano. Qualcuno mi dice che sono esagerato, ma io vedo che Atri Festival è ormai una realtà ben conosciuta nel settore.
Ma chi invade uno spazio in così breve tempo dà fastidio. Sono nate polemiche e difficoltà interne ed esterne alla macchina festivaliera. A cosa mi riferisco? Spero che le mie immagini riusciranno a far comprendere un pezzetto di Atri Festival anche a chi non c’è stato.

Ecco, questo è il simpatico benvenuto che i partecipanti al Reportage Atri Festival hanno trovato a pochi km dal centro. È vero che la manifestazione costa molto, non ci sono dubbi. Ma il calcolo del ritorno sul paese abbruzzese andrebbe fatto in modo più complesso IMHO, anche in termini non economicamente quantificabili

Grazie a tutto l'ufficio stampa: molto disponibile, nonostante le difficoltà organizzative che si è trovato a gestire

Loro sono due maestre elementari di Atri che hanno voluto partecipare di loro iniziativa coinvolgendo i bambini in una scuola di fotografia. Ma hanno dovuto fare tutto da sole, senza l'appoggio del festival. Uno sforzo anche in questa direzione andrebbe fatto

OnOff ha provato a partecipare, ma anche loro sono rimasti un po' da parte. Questo collettivo si è guadagnato in brevissimo tempo un buon nome. A destra Aldo Soligno (lui non è OnOff) che mostra i suoi lavori su uno scintillante iPad (epperò!) a Luca Sano (lui sì, è OnOff). Ho visto il motion di Luca le parole non servono a descriverlo, va visto. In serata ci saremmo aspettati di vedere anche il multimedia di Alvaro Deprit, peccato, io ho avuto la fortuna di visionarlo in anteprima e l


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