ArtèFoto Festival: la fotocronaca della prima giornata

Sono appena tornato dalla terza edizione dell’ArtéFoto. Bello, spero di tornarci, adoro i festival. Questo in particolare è stato informale, impegnato e diffuso.
Informale perché essendo un evento giovane e costruito con risorse modestissime, riesce a compensare grazie all’atmosfera amichevole e ad alcuni spunti interessanti. Ma non solo. Rappresenta un’ottima occasione per conoscere i Castelli di Jesi (“non vi rendete conto quanto sia bello e tranquillo il posto in cui vivete, rispetto a tanti altri luoghi sparsi nel mondo” ha detto Munem Wassif, reporter del Bangladesh, durante l’incontro con il pubblico.
Diffuso perché ogni giorno si passa da un paesello all’altro, guidando amabilmente nella campagna a primavera. Questi intervalli rendono il tutto più leggero e rilassante.
Impegnato perché si parla di fotogiornalismo. Questa edizione è stata dedicata e pervasa dal ricordo di Christian Poveda, l’autore del documentario diventato purtroppo celebre dopo la sua uccisione, avvenuta a El Salvador, la città di questo reportage.
Ma per raccontarvi un po’ meglio questo festival, utilizzerò la formula che ho inaugurato con il Festival di Internazionale. Eccovi la fotocronaca della prima giornata inaugurale:

"Il Bonci" è il coordinatore del Festival. Questo è uno dei primi scatti che ho fatto al mio arrivo e lui è stato uno dei primi che ho incontrato, ancor prima di arrivare. Per conoscere lo staff al completo basta andare sul sito ufficiale di ArtèFoto

"Il Bonci" è il coordinatore del Festival. Questo è uno dei primi scatti che ho fatto al mio arrivo e lui è stato uno dei primi che ho incontrato, ancor prima di arrivare. Per conoscere lo staff al completo basta andare sul sito ufficiale di ArtèFoto

A sinistra Daniela Quaresima, Ufficio di Produzione, anche se qui la vediamo in veste di interprete di Alain Mingam, membro di Reporters Senza Frontiere e amico stretto di Christian Poveda

A sinistra Daniela Quaresima, Ufficio di Produzione, anche se qui la vediamo in veste di interprete di Alain Mingam, membro di Reporters Senza Frontiere e amico stretto di Christian Poveda

Eccoci nella sala dedicata a Christian Poveda, nel Palazzo Luminari di Rosora. La mostra è la prima metà di "Testimoni del nostro tempo", ovvero una selezione dai fotografi premiati negli anni dal World Press Photo. Al centro uno scatto dell'immancabile Zizola

Eccoci nella sala dedicata a Christian Poveda, nel Palazzo Luminari di Rosora. La mostra è la prima metà di "Testimoni del nostro tempo", ovvero una selezione dai fotografi premiati negli anni dal World Press Photo. Al centro uno scatto dell'immancabile Zizola

Aperitivo: i due personaggi al centro sono i reporter Munem Wasif e Simona Ghizzoni. Due persone e due fotografi fantastici

Aperitivo: i due personaggi al centro sono i reporter Munem Wasif e Simona Ghizzoni. Due persone e due fotografi fantastici

Va detto che uno dei vantaggi di andare ai Castelli di Jesi è il buon vino... (il tipo sulla destra è il nostro orgoglio di fotografi italiani)

Va detto che uno dei vantaggi di andare ai Castelli di Jesi è il buon vino...

Nonostante le mostre, i discorsi e i documentari, c'è sempre chi continua a fotografare. In questo caso è Matteo Gozzi, della mostra collettiva "El tiempo del diablo"

Nonostante le mostre, i discorsi e i documentari, c'è sempre chi continua a fotografare. In questo caso è Matteo Gozzi, della mostra collettiva 'El tiempo del diablo'

www.artefotofestival.org

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