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Sono stato selezionato dal festival di Internazionale a Ferrara tra i blogger che seguiranno l’evento in prima fila: avremo un accredito, una sala riservata allestita nel Castello Estense e la possibilità di concordare delle interviste. In pratica mi tratteranno come un giornalista professionista.
Ma cosa bisogna fare per diventare giornalista?
Normalmente la trafila sarebbe questa: praticantato con retribuzione per almeno 18 mesi presso la redazione di una testata regolarmente registrata; ci si iscrive a un apposito registro e alla fine di tutto c’è da sostenere un esame che dà accesso all’albo dei professionisti. Questa in breve è la trafila per accedere a quella che in molti vedono come l’ennessima casta, un’altra categoria privileggiata. Oggi tanti giovani aspirano all’albo, tanto che l’ordine dei giornalisti ha accettato all’esame di ammissione anche chi viene da scuole riconosciute, anziché redazioni. Le scuole a numero chiuso sono 20 in tutta Italia e i corsi vanno dai 3.500 ai 10.000 euro all’anno.
La faccenda è ancor più complicata se si considerano i pubblicisti, figure un po’ a metà, di solito fanno altri mestieri, ma scrivono occasionalmente: per loro c’è l’albo dei pubblicisti. Bello, ma non ho mai capito che vantaggi dia, personalmente l’ho sempre visto come il “foglio rosa” dei giornalisti.
Io è da più di due anni che scrivo di fotografia per una redazione online, che ancora non è una testata registrata; da circa sei mesi ho aperto questo mio secondo blog e da qualche tempo inizio a pensare che visto che scrivo tanto potrei provare a farlo anche per procurarmi un tesserino da giornalista, ma non è che sia proprio convinto che lo sforzo valga la candela, mi sento poco motivato. Per il momento sono orgoglioso di venir trattato al pari di un giornalista e soltanto grazie alla mia iniziativa.
Credo che per diventare giornalista occorra scrivere.
Il sito del festival


Commenti 4
Ti faccio i complimenti e allo stesso momento comprendo i tuoi dubbi in merito alla “casta” dei giornalisti. Voglio parlarti, però, della mia esperienza in merito. Per anni ho svolto un altro mestiere, il consulente informatico ed in parallelo ho coltivato la passione della fotografia, frequentando corsi di reportage fotografico, lunghi anche diversi mesi. Per vari motivi personali e professionali, mi sono avvicinato sempre di più alla fotografia come professione, fino a frequentare una scuola che mi ha rilasciato un diploma professionale di fotografo, riconosciuto dalla Regione Lazio e a quanto pare con valore legale nella U.E.. Nonostante l’esperienza professionale di oltre 15 anni, che non è andata persa, grazie all’evoluzione della fotografia da analogica a digitale, trovo immense difficoltà a far valere il mio lavoro. Questo a discapito anche di recenti riconoscimenti internazionali, diverse menzioni in concorsi fotografici. Ebbene, posso certamente capire di essere in buona compagnia, e come molti altri mi trovo ostacoli insormontabili quando si tratta di ottenere un accredito o semplicemente un permesso per poter svolgere il mio lavoro in ambiti specifici sia in manifestazioni che in ambienti più privati. Mi conviene mirare ad un bel tesserino o ad una bella tessera di partito? Cosa conviene di più? Posso aggiungere una cosa? Un gran senso di nausea, ecco perchè non verrò alla manifestazione di Internazionale a Ferrara.
Postato 18 Set 2009 at 10:26 ¶Grazie Daniele,
Postato 18 Set 2009 at 11:43 ¶vedo che sei tanto amareggiato, perché? Ho dato un’occhiata alle tue immagini e non sono male. Mi sembra che hai ottimi presupposti da cui partire per migliorarti.
Io credo che noi tutti avendo scelto dei lavori afferenti alla comunicazione dobbiamo fare i conti con un’incredibile concorrenza e scarsità di posizioni. Non si può sempre criticare o rifiutare, ma dobbiamo buttarci in qualsiasi situazione, se non altro per provare a cambiarla. Vero è che in Italia la meritocrazia latita, e ho paura che le attuali ristrettezze economiche non facciano acuire il problema. Ma è proprio in questi casi che bisogna raccogliere la sfida e buttarsi.
Io a Ferrara ci vado, poi vi saprò ridire.
Grazie Bape, certo che non mollo, e certo anche che sono amareggiato, il perchè? La parola magica l’hai già detta tu: meritocrazia. E non aggiungo altro per non alimentare sterili polemiche, soprattutto in un paese come il nostro. A presto.
Postato 18 Set 2009 at 12:20 ¶Auguri anche per il tuo blog che certamente ha tutti i gli attributi per crescere e migliorare.
Postato 20 Set 2009 at 07:35 ¶Lascia un commento