Il reporter Christian Poveda è stato assassinato a El Salvador

"La vida loca" uno degli ultimi reportage di Christian Poveda

La polizia del Salvador ha riferito di aver trovato il corpo senza vita del fotoreporter franco-spagnolo Christian Poveda in un auto, nella zona rurale a nord della capitale. È stato un colpo sparato alla testa ad aver ucciso il giornalista francese 54enne che aveva da poco terminato un documentario sulle feroci gang centroamericane, le “maras”. La vida loca sulla vita dei membri della gang soprannominata “La 18”, in programmazione in Francia per il 30 settembre. Il documentario ha avuto un certo rilievo tra i media locali non solo per il racconto quotidiano della vita all’interno di una gang, ma anche per il taglio critico verso la polizia del posto e per i suoi metodi violenti contro i giovani criminali.

«Dobbiamo capire perché ragazzini di 12-13 anni entrano in una mara e danno la vita per essa» il fotoreporter in una recente intervista al quotidiano online salvadoreño El Faro.

Il suo impegno civile e politico è iniziato negli anni ’70 con la guerra in Vietnam in cui per la prima volta documenta degli avvenimenti con le immagini. Da lì ha prodotto oltre 16 documentari e numerosi reportage fotografici in varie zone problematiche del globo. È stato tra i cofondatori delle due agenzie fotogiornalistiche Sipa Press e Keystone. Ha lavorato nei seguenti paesi: Sahara occidentale, Cuba, Medio Oriente (conflitto Iran-Irak), El Salvador, Libano, Guatemala, Honduras e Nicaragua. Grande reporter nella sua carriera ha pubblicato su riviste come Le Monde, El Pais, Epoca, Figaro Magazine, GEO, Newsweek, New York Times, Panorama, Paris Match, Photo, Playboy, Stern, Time Magazine e molti altri.

Christian Poveda

Christian Poveda

Christian Poveda era sbalordito soprattutto dalla reazione delle istituzioni e della popolazione in generale che anziché tentare di capire i motivi per cui certi giovani si gettano nella violenza delle gang li sopprimono e li combattono con metodi estremamente violenti. Il suo impegno al momento era proprio tentare di far capire il disagio sociale tramite la forza delle immagini, che sia stato assassinato proprio per questo motivo?

“R.I.P. cristian poveda gracias por tu trabajo en el savador, te extrañaremos amigo tu sangre derramada clama al Dios por que jesucristo es tu unico testigo” terefora

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  1. From ArtèFoto Festival: la fotocronaca della prima giornata | Becoming A Photo Editor on 03 Giu 2010 at 20:56

    [...] perché si parla di fotogiornalismo. Questa edizione è stata dedicata e pervasa dal ricordo di Christian Poveda, l’autore del documentario diventato purtroppo celebre dopo la sua uccisione, avvenuta a El [...]

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