Nuovo design e nuova modalità di ricerca per Google Image Search

Al momento è disponibile solo per il 10% degli utilizzatori di Google, ma progressivamente la nuova visualizzazione sarà disponibile per tutti.

C’è chi ruba le immagini per il proprio sito/blog, chi vuole solo navigare magari in cerca di un’ispirazione, chi ha bisogno di materiale da rielaborare, in questo senso Google Image Search è un po’ il corrispettivo di Wikipedia: un calderone in cui possiamo trovare tutto, magari non dobbiamo prendere ogni risultato per oro colato, ma oggi questi servizi (free!!!) sono diventati necessari per farci un’idea sulle cose.

Il nuovo Google Image Search è qualcosa di più dei soliti annunci, come Image Swirl (carino, ma senza futuro). La nuova interfaccia permetterà ai marketer come me di piazzare la pubblicità proprio sotto il naso di chi cerca l’immagine di un qualsiasi prodotto. Oltre a questo le icone saranno tutte incastrate, tipo mattonelle, e la velocità di ricerca sarà maggiore, così come la quantità di icone visualizzate: fino a 1.000 fotografie su una singola pagina. Tutte mini-miniature incomprensibili? Sì, ma il bello è che la visualizzazione dati sta facendo passi da gigante e grazie a un meccanismo basato sul mouse-over (quando ci passi sopra con il cursore) le thumb diventano più grandi.
Ecco di seguito un’immagine in anteprima:

Reportage Atri Festival: la fotocronaca della prima giornata (metà 2)

Vi propongo di seguito le immagini finali, con relativi testi, del mio racconto su Reportage Atri Festival - Le forme del tempo:

"Il Tempo Conservato" è stato il titolo del dibattito sull'archiviazione e digitalizzazione delle opere museali e fotografiche. Hanno partecipato i rappresentanti di alcune importanti istituzioni, tra cui l'Istituto Nazionale per la Grafica - Palazzo Fontana di Trevi, Getty Images e Fondazione Corriere della Sera. Giovanna Calvenzi, una fra le professioniste della fotografia che stimo di più, ha moderato l'incontro. Sul finire ho fatto una domanda: <<Come viene affrontato il problema dell'interoperabilità dei sistemi di archiviazione?>> Che poi è lo stesso problema che ciascuno di noi affronta quando salvo le proprie fotografia su cd/dvd pensando che a breve non esisteranno più lettori per questi supporti. Getty Images rappresentava la realtà più forte e più innovativa: loro stringono accordi con i alcuni grandi multinazionali come Apple, i quali forniscono le piattaforme tecnologiche e in cambio hanno la possibilità scoprire i limiti dei nuovi sistemi(

Il Tempo Conservato" è stato il titolo del dibattito sull'archiviazione e digitalizzazione delle opere museali e fotografiche. Hanno partecipato i rappresentanti di alcune importanti istituzioni, tra cui l'Istituto Nazionale per la Grafica - Palazzo Fontana di Trevi, Getty Images e Fondazione Corriere della Sera. Giovanna Calvenzi, una fra le professioniste della fotografia che stimo di più, ha moderato l'incontro. Sul finire ho fatto una domanda: <> Che poi è lo stesso problema che ciascuno di noi affronta quando salvo le proprie fotografia su cd/dvd pensando che a breve non esisteranno più lettori per questi supporti. Getty Images rappresentava la realtà più forte e più innovativa: loro stringono accordi con i alcuni grandi multinazionali come Apple, i quali forniscono le piattaforme tecnologiche e in cambio hanno la possibilità scoprire i limiti dei nuovi sistemi

Il tempo sospeso: il dis-ordine dei giornalisti. Titolo dell’incontro pomeridiano in cui si è affrontato il tema e il ruole dell’ordine dei giornalisti. Per quanto mi riguarda è da alcuni hanni che scrivo regolarmente, ma mai per una testata. Le strade sono due: pagare un profumatamente un corso che spiani la strada per iniziare ad essere pubblicisti, fino all’iscrizione all’albo oppure iniziare una serie di collaborazioni gratuite. Il tutto per appartenere a una categoria in evidente difficoltà di fronte alla rivoluzione dei nuovi media. Il signore che vedete nell'immagine era un po' arrabiato con la categoria dei giornalisti

Il tempo sospeso: il dis-ordine dei giornalisti. Titolo dell’incontro pomeridiano in cui si è affrontato il tema e il ruole dell’ordine dei giornalisti. Per quanto mi riguarda è da alcuni hanni che scrivo regolarmente, ma mai per una testata. Le strade sono due: pagare un profumatamente un corso che spiani la strada per iniziare ad essere pubblicisti, fino all’iscrizione all’albo oppure iniziare una serie di collaborazioni gratuite. Il tutto per appartenere a una categoria in evidente difficoltà di fronte alla rivoluzione dei nuovi media

Lui è Daniele Mastrogiacomo, forse questo nome vi suonerà familiare, ma non ricordate perché. All’inizio del 2007 Daniele Mastrogiacomo, un inviato de La Repubblica in Afghanistan, salì alla ribalta dei media italiani perché era stato rapito da un gruppo di talebani assieme al suo autista Sayed Haga e alla sua guida locale e interprete, un giornalista ventitreenne afghano. La loro storia è stata raccontata in un documentario che consiglio a tutti: << Fixer: The Taking of Ajmal Naqshbandi>>. Qui la mia recensione: http://www.alphabetcity.it/index.php/com/articolo/id/3829/fixer-the-taking-of-ajmal-naqshbandi

Paolo Woods è un grande fotografo, ma soprattutto è una gran persona, in grado di raccontare con la fotografia culture lontane smontandone gli stereotipi, spesso usando la risata come linguaggio universale

Annalisa D'Angelo, curatrice ,incontra il pubblico della mostra su Haiti

Annalisa D'Angelo, curatrice ,incontra il pubblico della mostra su Haiti

Ho intervistato Alessandro Imbriaco... che a breve pubblico su alphabetcity

Ho intervistato Alessandro Imbriaco... che a breve pubblico su alphabetcity

E chiudiamo con Pif! Curiosa questa cosa non trovate? Lo stesso personaggio che apparantemente non avrebbe nulla a che vedere con il fotogiornalismo impegnato, lo avevamo visto a pochissima distanza di tempo e spazio in un altro festival. Dove? Il primo che indovina vince un abbonamento a BecomingAPhotoEditor per un anno intero!

E chiudiamo con Pif! Curiosa questa cosa non trovate? Lo stesso personaggio che apparantemente non avrebbe nulla a che vedere con il fotogiornalismo impegnato, lo avevamo visto a pochissima distanza di tempo e spazio in un altro festival. Dove? Il primo che indovina vince un abbonamento a BecomingAPhotoEditor per un anno intero?

Promoted Post: Mr. Skyn in Golden City

Chi l’avrebbe detto che mi sarei ridotto a giocare al Signor Pelle nella Città D’Oro? Beh, come vi avevo annunciato, questo blog inizia a ospitare la reclame. Ma non i soliti bannerini, per quello c’è tempo…

Per fortuna che avevo già previsto la categoria “Nonsolofoto” così posso parlarvi dei nuovissimi Akuel Skyn®: i profilattici, ebbene sì, non ridete, suvvia…

Quindi… dunque…

Cito da Comunicato Stampa: La vita quotidiana ti sottopone ad un’altra giornata d’inferno: sei cotto, stressato ed hai bisogno di relax, hai appuntamento con il tuo partner per la serata e i pensieri cominciano a diradarsi facendo strada al buon umore: ora sei pronto per una notte di passione sfrenata! Dite, la verità, l’ho scelto bene il primo prodotto, no?

È giunto il momento di pretendere sesso migliore! (sì, lo so. C’è si accontenterebbe del sesso e basta, poi per migliorare c’è sempre tempo…) La rivoluzione Akuel Skyn® ti offre il sesso come dovresti sentirlo. Sperimenta il piacere di un sesso «pelle su pelle» clinicamente testato per migliorare le sensazioni e lasciarti senza fiato.

Già annoiati? Continuate a leggere che ora ci divertiamo: in pratica questi tizi ingegneri-chimici-atomici della Akuel hanno scoperto una grande verità. Una di quelle cose che non lo voglio dire, ma l’ho sempre saputo:

La sensibilità ASSOLUTA non e’ da ricercare nella sottigliezza…ma in una nuova RIVOLUZIONARIA TECNOLOGIA! L’ho sempre detto io…

Una sola parola fa la differenza: Sensoprene (ok, il SensoPene, sì ho capito) il materiale che dona la sensazione di non indossare niente (Questa è giusta: in effetti il sesso da vestiti può essere molto divertente) Con Akuel® Skyn® quindi avrai:

1. estrema sensibilità grazie al Sensoprene con la sua estrema elasticità dona un effetto pelle su pelle e la reale sensazione di non indossare niente.

2. ultra sicurezza confermata da prove cliniche per quanto riguarda sia la resistenza che la scorrevolezza. (A voi sì è mai rotto il preservativo? Non è che sia divertente… Questa cosa è mooolto importante)

3. non allergenico (latex free) e indicato alle persone allergiche al lattice. (Lattosio? No, problem io bevo solo latte di capra ;)

4. Superficie liscia: Rispetto al lattice, Il SENSOPRENE non si cristallizza una volta steso e la superficie risulta estremamente liscia (Mo pure il preservativo che cristallizza, no questa non mi è mai successa…)

5. più comfort 6. confezione lusso. E no, sta cosa andava detta: insomma se li cacci fuori al momento giusto fai vedere che stai avanti, poi magari la tipa dice: “Maddai non li avevo mai visti! Come sono?”)

Ah, dimenticavo, c’è il giochino stile platform, ecco il mio punteggio:

Infine vi informo che chi vuole qualche campione omaggio o dei gadget, deve commentare il blog. Ma solo i commenti “migliori” verrano premiati. Migliori in che non l’ho proprio capito, forse dovreste scrivere una roba del tipo: Sì, io ne ho provati 16 in una sola serata!!! Li abbiamo gonfiati come palloncini all’addio a celibato…). Bisogna lasciare la propria email in fondo al commento (mi raccomando non l’email primaria, quella secondaria, per gli spammoni ;)

Akuel

Skyn

preservativi

Articolo sponsorizzato

Reportage Atri Festival: la fotocronaca della prima giornata (metà 1)

Sono riuscito a tornare per la seconda edizione di questo festival che in così breve tempo è riuscito a creare un polo gravitazionale del fotogiornalismo italiano. Qualcuno mi dice che sono esagerato, ma io vedo che Atri Festival è ormai una realtà ben conosciuta nel settore.
Ma chi invade uno spazio in così breve tempo dà fastidio. Sono nate polemiche e difficoltà interne ed esterne alla macchina festivaliera. A cosa mi riferisco? Spero che le mie immagini riusciranno a far comprendere un pezzetto di Atri Festival anche a chi non c’è stato.

Ecco, questo è il simpatico benvenuto che i partecipanti al Reportage Atri Festival hanno trovato a pochi km dal centro. È vero che la manifestazione costa molto, non ci sono dubbi. Ma il calcolo del ritorno sul paese abbruzzese andrebbe fatto in modo più complesso IMHO, anche in termini non economicamente quantificabili.

Ecco, questo è il simpatico benvenuto che i partecipanti al Reportage Atri Festival hanno trovato a pochi km dal centro. È vero che la manifestazione costa molto, non ci sono dubbi. Ma il calcolo del ritorno sul paese abbruzzese andrebbe fatto in modo più complesso IMHO, anche in termini non economicamente quantificabili

C'era anche Alberto Abruzzese. Qui si discute di una scuola dedicata dal reportage di quelle che mancano da noi. Dovrebbe partire a cominciare dalla prossima edizione

C

Grazie a tutto l'ufficio stampa che è stato molto disponibile, nonostante le difficoltà organizzative che si è trovato a gestire

Grazie a tutto l'ufficio stampa: molto disponibile, nonostante le difficoltà organizzative che si è trovato a gestire

Loro sono due maestre elementari di Atri che hanno voluto partecipare di loro iniziativa coinvolgendo i bambini in una scuola di fotografia. Ma hanno dovuto fare tutto da sole, senza l'appoggio del festival. Uno sforzo anche in questa direzione andrebbe fatto

Loro sono due maestre elementari di Atri che hanno voluto partecipare di loro iniziativa coinvolgendo i bambini in una scuola di fotografia. Ma hanno dovuto fare tutto da sole, senza l'appoggio del festival. Uno sforzo anche in questa direzione andrebbe fatto

OnOff ha provato a partecipare, ma anche loro sono rimasti un po' da parte. Questo collettivo si è guadagnato in brevissimo tempo un buon nome. A destra Aldo Soligno (lui non è OnOff) che mostra i suoi lavori su uno scintillante iPad (epperò!) a Luca Sano (lui sì, è OnOff). Ho visto il motion di Luca le parole non servono a descriverlo, va visto. In serata ci saremmo aspettati di vedere anche il multimedia di Alvaro Deprit, peccato, io ho avuto la fortuna di visionarlo in anteprima e l'ho molto apprezzato.

OnOff ha provato a partecipare, ma anche loro sono rimasti un po' da parte. Questo collettivo si è guadagnato in brevissimo tempo un buon nome. A destra Aldo Soligno (lui non è OnOff) che mostra i suoi lavori su uno scintillante iPad (epperò!) a Luca Sano (lui sì, è OnOff). Ho visto il motion di Luca le parole non servono a descriverlo, va visto. In serata ci saremmo aspettati di vedere anche il multimedia di Alvaro Deprit, peccato, io ho avuto la fortuna di visionarlo in anteprima e l

Gabriele Di Mascolo vince il primo premio al Reportage Atri Festival

Il Premio Fondazione Coca-Cola HBC Italia / Reportage Atri festival, istituito nell’ambito di Reportage Atri Festival e creato per promuovere il giornalismo d’inchiesta e di testimonianza è stato vinto dal fotografo Gabriele Di Mascolo che si è aggiudicato un premio di 5000 euro per completare il lavoro umano dedicato alla condizione sociale e psicologica degli emigranti dal confine tra Guatemala e Messico verso gli Stati Uniti, dal titolo Sin Fronteras.

I cavalli di Yann Arthus-Bertrand

Nei suoi 25 anni di carriera Yann Arthus-Bertrand ha trovato il modo di viaggiare il mondo in lungo e largo e di incontrare persone dai popoli più vari. Tutto questo grazie alla fotografia. Infatti io considero questo celebre autore uno di quegli artisti che ha indivituato nella fotografia non un fine, ma un mezzo per esprimere il proprio modo di vivere e di sentire.
In questa mini-gallery vi propongo uno dei lavori che preferisco, un atlante mondiale dei cavalli. La tecnica è quella del ritratto posato, con fondale neutro. La sua specificità sta nella ricerca del rapporto che lega questo nobile animale all’uomo.

Scrivo questo post prima di andare a visitare la mostra “6 miliardi di Altri” ai Mercati di Traiano.

ArtèFoto Festival: la fotocronaca della seconda e terza giornata

Di seguito gli altri scatti (gli ultimi, ahimé) della mia prima esperienza in questo festival dove spero di tornare in futuro:

Giovanni Cocco ha inaugurato il primo degli incontri tra gli autori delle mostre e il pubblico. Potete leggere l'intervista che gli ho fatto su alphabetcity.it/index.php?com=articolo&id=4934

Giovanni Cocco ha inaugurato il primo degli incontri tra gli autori delle mostre e pubblico. Potete leggere l

La figura al centro è proprio del nostro premier, esatto. La serata di sabato 29 maggio si è tenuta la videoproiezione delle agenzie Kairos Factory e Trikaya

La figura al centro è proprio del nostro premier, esatto. Lo vedete in uno degli scatti proiettati sabato 29 maggio. Fotografie delle agenzie Kairos Factory e Trikaya

Il simpatico signore che vedete è uno dei cuochi della Pro Loco di Castelbellino. Due serate di ottima carne alla brace e Verdicchio

Il simpatico signore che vedete è uno dei cuochi della Pro Loco di Castelbellino. Due serate di ottima carne alla brace e Verdicchio. Grazie di cuore e di pancia!

La persona che guarda in camera è Bruno Zanzottera, fotoreporter dell'agenzia ParalleloZero, mentre racconta al pubblico la mostra "Saharawi, il muro della vergogna". Immagini non proprio eccezionali, per un tema quasi ignorato dall'informazione mainstream. Serra San Quirico è lo splendido paese in cui è stata allestita la mostra

La persona che guarda in camera è Bruno Zanzottera, fotoreporter dell

Munem Wasif è stato una scoperta: bravissimo, dotato di grande umanità e sensibilità. Le sue immagini sono costruite rispettando i tempi della fotografia old-style e conversare di fotografia con lui è stato istruttivo oltre che piacevole

Munem Wasif è stato una scoperta: bravissimo, dotato di eccezionale umanità e sensibilità. Le sue immagini sono costruite rispettando i tempi della fotografia old-style. Non solo, conversare di fotografia con lui è stato istruttivo e assai piacevole

La redazione italiana di MTV non è molto grande, almeno non paragonabile a una realtà come Mediaset – ci racconta Pip, l’autore totale de 'Il Testimone'. La differenza con Mediaset e le Le Iene è che in MTV sono tutti strafighi, parlano in con mille parole da marketers e c’è una totale libertà espressiva. Nonostante la grande cura tecnico-estetica, che richiede il network, Pip è riuscito a costruire un format in cui l’autore è lui, dall’idea al prodotto finale montato. L’incontro con lui è stato divertentissimo e anche istruttivo: abbiamo conosciuto Pino Maniacci e la sua TeleJato (nella foto Pip ha chiamato Pino coinvolgendo tutti i presenti); a un certo punto gli è scappato un rutto e l’ha detto al microfono; ha spiegato che lui riprende tutto con un videocamerina palmara perché “voglio la stessa pasta dei matrimoni” e perché è diventato il suo modo per non essere invadente e registrare la verità (aprendo non poche riflessioni sui risultati della tanto decantata rivoluzione dello User Generated Content); Pip cerca sempre di entrare in contatto tramite la sua simpatia perché “se conosciu uno simpatico tendi ad aprirti di più”. Per farla breve, l’intervento di Pif (che io non conoscevo) si è rivelato essere una vera e propria lezione di come si possa oggi raccontare il mondo. Complimenti agli organizzatori di ArtéFoto!

La redazione italiana di MTV non è molto grande, almeno non paragonabile a una realtà come Mediaset – ci racconta Pif, l’autore 'one man show' de

ArtèFoto Festival: la fotocronaca della prima giornata

Sono appena tornato dalla terza edizione dell’ArtéFoto. Bello, spero di tornarci, adoro i festival. Questo in particolare è stato informale, impegnato e diffuso.
Informale perché essendo un evento giovane e costruito con risorse modestissime, riesce a compensare grazie all’atmosfera amichevole e ad alcuni spunti interessanti. Ma non solo. Rappresenta un’ottima occasione per conoscere i Castelli di Jesi (“non vi rendete conto quanto sia bello e tranquillo il posto in cui vivete, rispetto a tanti altri luoghi sparsi nel mondo” ha detto Munem Wassif, reporter del Bangladesh, durante l’incontro con il pubblico.
Diffuso perché ogni giorno si passa da un paesello all’altro, guidando amabilmente nella campagna a primavera. Questi intervalli rendono il tutto più leggero e rilassante.
Impegnato perché si parla di fotogiornalismo. Questa edizione è stata dedicata e pervasa dal ricordo di Christian Poveda, l’autore del documentario diventato purtroppo celebre dopo la sua uccisione, avvenuta a El Salvador, la città di questo reportage.
Ma per raccontarvi un po’ meglio questo festival, utilizzerò la formula che ho inaugurato con il Festival di Internazionale. Eccovi la fotocronaca della prima giornata inaugurale:

"Il Bonci" è il coordinatore del Festival. Questo è uno dei primi scatti che ho fatto al mio arrivo e lui è stato uno dei primi che ho incontrato, ancor prima di arrivare. Per conoscere lo staff al completo basta andare sul sito ufficiale di ArtèFoto

"Il Bonci" è il coordinatore del Festival. Questo è uno dei primi scatti che ho fatto al mio arrivo e lui è stato uno dei primi che ho incontrato, ancor prima di arrivare. Per conoscere lo staff al completo basta andare sul sito ufficiale di ArtèFoto

A sinistra Daniela Quaresima, Ufficio di Produzione, anche se qui la vediamo in veste di interprete di Alain Mingam, membro di Reporters Senza Frontiere e amico stretto di Christian Poveda

A sinistra Daniela Quaresima, Ufficio di Produzione, anche se qui la vediamo in veste di interprete di Alain Mingam, membro di Reporters Senza Frontiere e amico stretto di Christian Poveda

Eccoci nella sala dedicata a Christian Poveda, nel Palazzo Luminari di Rosora. La mostra è la prima metà di "Testimoni del nostro tempo", ovvero una selezione dai fotografi premiati negli anni dal World Press Photo. Al centro uno scatto dell'immancabile Zizola

Eccoci nella sala dedicata a Christian Poveda, nel Palazzo Luminari di Rosora. La mostra è la prima metà di "Testimoni del nostro tempo", ovvero una selezione dai fotografi premiati negli anni dal World Press Photo. Al centro uno scatto dell'immancabile Zizola

Aperitivo: i due personaggi al centro sono i reporter Munem Wasif e Simona Ghizzoni. Due persone e due fotografi fantastici

Aperitivo: i due personaggi al centro sono i reporter Munem Wasif e Simona Ghizzoni. Due persone e due fotografi fantastici

Va detto che uno dei vantaggi di andare ai Castelli di Jesi è il buon vino... (il tipo sulla destra è il nostro orgoglio di fotografi italiani)

Va detto che uno dei vantaggi di andare ai Castelli di Jesi è il buon vino...

Nonostante le mostre, i discorsi e i documentari, c'è sempre chi continua a fotografare. In questo caso è Matteo Gozzi, della mostra collettiva "El tiempo del diablo"

Nonostante le mostre, i discorsi e i documentari, c'è sempre chi continua a fotografare. In questo caso è Matteo Gozzi, della mostra collettiva 'El tiempo del diablo'

www.artefotofestival.org

“6 miliardi di Altri”. Presto l’ultimo progetto di Yann Arthus-Bertrand sarà a Roma

Un blog non è la semplice pubblicazione di una serie di articoli. Col tempo diventa un’estensione di chi lo ha creato e si adatta alla sua personalità. Sono stato fotografo, qualche volta ho posato, ho studiato la fotografia, l’ho insegnata e mi sono trovato persino a votare le immagini altrui. Compro giornali e guardo mostre, poi ne scrivo e infine pubblicizzo la fotografia. Oggi far parte di ciascuna fase del processo comunicativo sta diventando un fatto consueto e anche se questo blog è nato no profit, sto valutando di ospitarvi delle forme di revenue, soprattutto se approvo l’iniziativa e le sue finalità, come in questo caso.

Questa operazione, alla quale ho accettato di partecipare, viene solitamente definita WOM Marketing e si sta diffondendo sempre più anche qui da noi, non senza critiche e dibattiti. Se qualcuno volesse approfondire rimando all’Associazione di cui faccio parte e al blog. Ma ora passiamo al vero soggetto di questo post:

Uno dei frontespizi di "6 miliardi di Altri", l'ultimo progetto di Yann Arthus-Bertrand

"6 miliardi di Altri". L'ultimo progetto di Yann Arthus-Bertrand.

Yann Arthus-Bertrand è l’autore di un importante progetto fotografico che si chiama 6 miliardi di Altri.

…nel febbraio del 2003, assiema a Sybille d’Orgeval e Baptiste Rouget-Luchaire, gira il mondo per raccogliere 5.000 interviste filmate in 75 paesi da sei registi differenti. Dal pescatore brasiliano al commerciante cinese, dall’artista tedesco al fattore afgano: a tutti sono state fatte circa 40 domande sui temi socio-culturali ed esistenziali che da sempre accompagnano il genere umano. Ciò è stato realizzato col fine di generare una sorta di pensiero globale in grado di far capire meglio chi siamo e chi sono gli altri che vivono nel nostro stesso pianeta.

Yann Arthus-Bertrand è un fotografo, giornalista e ambientalista francese. Ha iniziato a 30 anni con un viaggio in Kenya assieme alla moglie e durante il quale sviluppa la sua idea di fotografia aerea che lo porta a fondare l’agenzia Altitude. Con “La Terre vue du Ciel” (“La Terra vista dal cielo”) crea un libro di grande successo. È facile che vi siate imbattuti in questo volume che presenta una straordinaria raccolta di visioni dall’alto di luoghi naturali. Ha fondato l’associazione ecologista GoodPlanet.org, legata all’iniziativa Action Carbone, programma destinato a compensare le emissioni di gas a effetto serra generati dai suoi giretti in aereo (noi occidentali, degli “ex-paesi ricchi”, siamo ormai abituati a tenere insieme la capra e il cavolo del riscaldamento climatico: dal progetto di LifeGate “Impatto Zero” all’accordo internazionale CO2 emission trading). Più recente è il progetto Home, un lungometraggio firmato assieme a Luc Besson che fotografa lo stato di salute del nostro pianeta.

Arthus-Bertrand riesce quindi a creare prodotti dal grande impatto sul pubblico, come “6 miliardi di Altri” che sarà possibile visitare a breve, qui a Roma. Questo post, così come l’operazione di sensibilizzazione, è stato sponsorizzato dal gruppo bancario BNL.

6 miliardi di Altri di Yann Arthus-Bertrand
Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali - Roma
Dall’11 giugno al 26 settembre 2010

www.6miliardidialtri.org

TheBigCaption

Fuck you flowers

Fuck you flowers


Il primo giorno in cui posso dire di aver intrapreso la carriera di fotografo (messa da parte dopo sei anni) ero all’università. Partecipai all’incontro con un ritrattista professionista che chiese alla platea di studenti entusiasti quanto fosse significativa, in generale, la didascalia per un’immagine. Io inizia molto bene, visto che, al contrario del fotografo, ero convinto della necessità di quella riga di testo che contestualizza qualsiasi scatto.

Tutti voi avrete visto almeno una volta TheBigPicture, il fotoblog più celebre e tra i migliori che ci siano. Poco tempo fa è nato “The Big Caption. Laddove l’arte tipografica unisce i motti con gli scherzi”, di Ian Collins

Grazie Jordan.